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Castelluccio di Norcia è considerato il "tetto dell' Umbria", con i suoi 1.500 m di altitudine. Questo luogo offre una paesaggistica unica nel suo genere. L' antico borgo, posto proprio al di sopra della Grande Piana, domina tutta la vallata circostante. Oggi il borgo di Castelluccio di Norcia conta pochi abitanti e solamente durante il periodo estivo si popola di visitatori. Le sue case si affacciano sulla vasta pianura (che una volta era un lago), dove si coltivano le celebri lenticchie e si alleva bestiame proprio al di sotto di suggestive catene montuose.


Qui, in questo posto così suggestivo , è la natura il vero monumento. Lo spettacolo dell'ambiente è un museo naturale ricco di attrattive per lo stupito viaggiatore che vi si imbatte.
Qui a lato: Italia fatta di Alberi. Gli spazi nel pianale di Castelluccio sono così ampi da far distinguere nettamente la forma dell'italia, nonostante sia fatta con abeti


Il piatto tipico di Castelluccio è la lenticchia che viene cucinata in più modi, uno dei migliori è provarla insieme alle salsicce di Norcia. Da provare in egual misura il Farrotto allo zafferano, i formaggi sia freschi che stagionati e altri legumi del posto come la zuppa di cicerchia.

RISTORANTI

LA VECCHIA CANTINA



 

Castelluccio di Norcia è un borgo arroccato tra i monti ma circondato da una vasta surreale pianura: il Pian Grande

Passeggiata per il Gran Piano

Il periodo favorevole per raggiungere il Pian Grande è sicuramente la fine della primavera, inizio estate quando si può ammirare la cosiddetta fiorita. L’altopiano infatti si trasforma in uno sterminato campo di fiori, bianchi, gialli, blu e rossi, inondando di colore la vallata. Oltre gli innumerevoli sport e percorsi che si possono fare in questo luogo naturale, consigliamo un itinerario adatto a qualsiasi visitatore. Si parte dalla strada che attraversa il Pian Grande. (Per raggiungerla da Norcia si prende la statale 396 in direzione Ascoli Piceno-Forca Canapine.) . Lungo il Pian Grande, dopo circa un chilometro e mezzo s’incontra il tratto finale
del Fosso dei Mergani Si risale poi la stessa sponda e si piega sui prati tornando sulla sinistra alla strada del Pian Grande. La massa calcarea che incombe per oltre 1100 metri dà al paesaggio un aspetto lunare. L’unico elemento che spezza il ritmo dell’area è la lunga frattura che giunge fino alla Forca Viola. Il nome della faglia è poi molto suggestivo, la strada delle Fate. Le alate creature fuggirono per questa via da Castelluccio dopo una notte di balli sfrenati: così almeno vuole la leggenda.

Il lago di Pilato

Da segnalare è, inoltre il lago di PIlato.Il lago è situato a 1941 m. slm., in una conca modellata dal ghiaccio e dunque variabile a seconda del disgelo. Quando vi è abbondanza d'acqua, il lago ha una forma ad occhiale, con una strozzatura creata dal detrito di falda. Con la diminuzione dell'acqua, il detrito di falda emerge, e il lago si divide in due laghetti di forma circolare. L'intera area del Lago di Pilato ha una notevole importanza naturalistica, molte sono le varietà di vegetazione d'alta quota che qui crescono. Nel bacino del Lago si possono ammirare il Camedrio Alpino, la Genziana delle nevi, la Stella Alpina dell'Appennino, la Silene Alpina, il Salice Erbaceo, il Papavero Giallo dell'Appennino.Ma il vero tesoro è custodito dalle acque del lago: il Chirocephalus Marchesini,un piccolo crostaceo rosso corallo, endemico del Lago di Pilato, in tutto il mondo vive solo in queste acque. La leggenda vuole che Pilato, governatore della Palestina, colpevole della crocifissione del Cristo, condannato a morte dall'imperatore Vespasiano, fu posto su un carro trainato da due bufali, e lasciato in balia della sorte. I bufali in una folle corsa da Roma giunsero fino ai Monti Sibillini e si tuffarono nelle acque lago con il corpo di Pilato.



Informazioni su itinerari ed escursioni

LA MULATTIERA (Norcia) - 339-4513189
RAFTING CENTER - 348-3511798
PARCO NAZIONALE DEI MTI SIBILLLINI -  0737 972711


In un posto dove la natura regna sovrana, l'evento di maggior richiamo è la fioritura delle lenticchie (che avviene a giugno, salvo diverse condizioni climatiche)


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