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Prodo è un piccolo borgo vicino a Todi proprio al di sopra del lago di Corbara. Si distingue per le sue caratteristiche e il Castello che si erige sopra le abitazioni. Il territorio è ricchissimo di attrattive naturali nel vicino borgo di Parrano si trovano le Tane del Diavolo e la Forra balneabile: ideale per gli amanti della speleologia. Nel sottostante fosso della Contea invece è possibile praticare torrentismo e nei pressi del borgo di Titignano visitare le grotte nei pozzi della piana. Le Tane del Diavolo di Parrano
Con questo nome suggestivo, Tane del Diavolo, è conosciuto un complesso di grotte i cui ingressi si aprono sulle pareti scoscese del massiccio calcareo che si erge apparentemente impenetrabile nella vallata di Parrano, immediatamente al di sotto del paese Il calcare è inciso profondamente dal fosso del Bagno, che lo ha scavato articolandolo in suggestivi meandri, marmitte, cascate, ponti e passaggi sopraelevati, grotte. Il fosso, che nasce presso Montegiove, si getta nel fiume Chiani poco dopo essere uscito dal massiccio e aver attraversato un’ampia piana alluvionale. Alla sua base la presenza di acque sulfuree colora di un sorprendente colore azzurro l’ acqua dell’ ultimo laghetto. Le grotte, almeno otto, si aprono a varie altezze su entrambe le sponde del fosso. Sono tutte di accesso estremamente difficile, in alcuni casi possibile solo con corde. Le più famose hanno il loro ingresso sulla parete destra, in prossimità di archi naturali in pietra. Sono conosciute dagli speleologi come: - Tana Principale Inferiore (rilievo Lippi Boncampi); - Tana Principale Superiore (rilievo Lippi Boncampi) - Tana del Faggio (rilievo sulla planimetria di vincolo). Hanno uno sviluppo sotterraneo lungo e suggestivo, che si fa marcatamente labirintico nella Tana del Faggio. Delle grotte sulla sponda sinistra, quelle meglio conosciute ed esplorate dagli speologi sono due grotticelle a una sola camera, a pianta pressoché circolare.
Fosso del Bagno
E' una lunga e stretta forra, scavata dall'acqua in rocce molto antiche, quando queste erano già emerse dal mare. Dalla carta geologica si può vedere che il fosso del Bagno è stato scavato in rocce risalenti al Miocene, ma si trova molto vicino a zone interessate da episodi vulcanici recenti (le ultime eruzioni sono avvenute circa 40.000 anni fa) e questo ha probabilmente influenzato le caratteristiche di un altro aspetto importante di questa parte del territorio: le sorgenti termali. Le acque delle sorgenti di Parrano sono localizzate nella zona chiamata Bagno Minerale, al termine del fosso, sono acque minerali ipotermali, ricche di sali minerali, di tipo salse-sulfureo-bicarbonato-alcaline e alcalino-terrose, con una temperatura di 26,5°C. Come si è formato il fosso del Bagno? Per l'erosione operata dalle acque in una zona in cui erano già presenti delle fratture e delle dislocazioni tettoniche. Una testimonianza di questi spostamenti si trova vicino all'ingrosso della Tana del Faggio: nella parete rocciosa si vede un nodulo di selce tagliato in due, classico esempio di frattura operata da movimenti tettonici.
TANE DEL DIAVOLO - E' il nome dato al complesso di cavità che si aprono lungo il fosso del Bagno. Sono grotte scavate dall'acqua lungo fratture già esistenti causate da movimenti tettonici. Si sono formate, cioè, per interazione tra tettonica e carsismo. Sono considerate dagli speleologi una meraviglia della natura, forse tra le piu' belle di tutto il centro della nostra penisola.
Tana Principale Inferiore
E' la più vicina al livello attuale dell'acqua. Si raggiunge con un percorso lungo e notevolmente ripido, dalla sponda sinistra dopo aver guadato il fosso. Ha un im- ponente ingresso di almeno 20 metri di altezza che si apre sulla destra del più alto degli archi naturali, il "Ponte del Diavolo". Si sviluppa in stanze, lunghe e strette, la più interna delle quali reca sulla volta una grande "B" tracciata in vernice rossa. Questa lettera venne lasciata da Umberto Calzoni (l'archeologo perugino che per primo scavò le grotte) per distinguere questa Tana definita appunto "B", dall'altra, chiamata sempre da Calzoni "A", e nota come Tana Principale Superiore. Superato il "Ponte del Diavolo", ci si inerpica per uno stretto canalone, che conduce a un piccolo ripiano, sul quale si apre il più agevole dei quattro ingressi di que- sta grotta. Una volta entrati nella cavità, ci si trova in un ambiente pressoché circolare, illuminato dall'apertura del secondo ingresso, che si presenta come una sorta di suggestiva finestra sull'orrido del fosso. Da qui si entra nella grotta vera e propria che si articola in stanze e passaggi soprelevati. Sulle pareti si leggono le firme di abitanti di Parrano, alcune risalenti al 1600.
Tana del Faggio
E' la grotta di più difficile accesso: l'ingresso attuale si può raggiungere solo scalando le pareti, qui estremamente scoscese, della forra. Si apre a ridosso del più piccolo dei tre archi naturali in pietra , a circa 4 metri di altezza dal letto del torrente. E' una sorta di altissima spaccatura segnata dalla presenza di un alto e sottile faggio che le ha dato il nome. Dall'ingresso si passa in un lungo corridoio che porta a una strettoia, superata la quale si entra nella vera e propria grotta, la più grande e complessa delle Tane.
Visita guidate - € 21,00 - Info 338.9613079
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