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PROVINCIA - Capoluogo
ALTITUDINE (mt) - 320 mt
ABITANTI - 57.037
NOME ABITANTI: Viterbesi |
Città dei papi per eccellenza, Viterbo è caratterizzata dalle antiche mura che racchiudono il suo centro storico e dalle numerose porte che permettono l’ingresso alla città. Piazza della Rocca è la prima tappa appena si entra nella città, dove si trova il palazzo del capitano del Popolo (1771) (nel quartire medievale San Pellegrino) e vicino la Chiesa di S.Angelo in Spata. Viterbo è anche una delle province più estese d'Italia e a poca distanza si trovano piccoli paesi di interesse come Vitorchiano, Vignanello, Ronciglione e Soriano nel Cimino.
Musei & Monumenti
MUSEO CIVICO (ex Convento S. M. della Verità) MUSEO DELLA CERAMICA (Palazzo Brugiotti) MUSEO DELLA MACCHINA DI SANTA ROSA MUSEO NAZIONALE (Rocca Albornoz) ORTO BOTANICO UNIVERSITA' DELLA TUSCIA
Rocca Albornoz Fontana della Rocca Chiesa di S.Francesco Fontana di S.Faustino Palazzo Santoro Chiesa di Santa Rosa Chiesa di S.Maria Liberatrice Sacrario dei Caduti Chiesa di S.Maria della Salute Fontana dei Leoni Chiesa di S.Giovanni in Zoccoli Cattedrale di S.Lorenzo Palazzo dei Papi Palazzo Farnese Palazzo Chigi Palazzo dei Priori Palazzetto Poscia Fontana del Gesù Fontana della Morte Chiesa di S.Maria Nuova Fontana Grande Chiesa di S.Sisto Palazzo degli Alessandri Fontana di Pianoscarano Ferento (resti romani - teatro) Quartiere San Pellegrino - Il cuore della città viterbese è il quartiere San Pellegrino, una vera e propria opera d'arte architettonica, con i suoi scorci in pietra, sapientemente mantenuto e curato in ogni suo aspetto. Passeggiando per il quartiere medievale, si possono scorgere palazzi, logge, piazze e vicoli unici in Italia e nel mondo.
Piatti tipici di Viterbo sono i formaggi, i primi piatti e le pietanze a base di frutta secca (noci e nocciole) La cucina dell'area Viterbese è una mescolanza unica nel suo tipo fra i sapori romani, gli aromi toscani e la semplicità umbra.
Il piatto tradizionale viterberse è l'Acquacotta, composta da quattro fondamentali ingredienti, quali il pane casereccio raffermo, le verdure selvatiche (soprattutto cicoria di campo, patate pomodori e cipolla), la mentuccia e l'olio extra vergine di oliva a crudo. Con l'aggiunta del baccalà si ottiene un piatto unico ideale, tipico della tradizione culinaria Mediterranea. Altro piatto unico è la zuppa con l'agnello (con verdure come i carciofi, le patate e altre), conosciuta come "Giubba e Calzoni", per la sua completezza.
I Primi piatti viterbesi sono varie qualità di pasta fatta in casa con semplice acqua e farina, come i " Lombrichelli " (ad Orvieto detti "UmbrichellI"), la "Pasta straccia", gli "Gnocchi col ferro", gli "Gnocchi 'ncotti o Strozzapreti", seguiti dalle paste all'uovo, che vanno dalle classiche fettuccine condite con sughi vari, alle pappardelle con sugo di lepre, di cinghiale o di funghi, al "Fieno di Canepina". Quest'ultimo deve la sua celebrità alla signolare leggerezza che solo le cuoche di Canepina sanno conferirgli. Molto diffuse anche le minestre di legumi ( pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie ecc. ), compreso il classico "Minestrone viterbese", e le numerose varietà di zuppe con diversi legumi, come la "scafata" con le fave fresche, la zuppa di ceci e castagne, caratteristica del Cenone della Vigilia, i "Fagioli con le fette" e il finocchietto selvatico fresco.
Fra i secondi a base di Carne predominano quelli preparati con gli animali da cortile, coniglio e pollo innanzitutto, che vengono cucinati sia in padella (alla cacciatora) che al tegame (arrosto morto). Molto usate anche le carni di agnello cotte al forno o alla brace, quelle di maiale ( famosa e ottima ovunque la profumatissima porchetta ) e le interiora dei bovini (coda, trippa, pagliata, coratella ecc.). Ma il piatto più caratteristico è la "Pignattaccia", uno stufato, cotto al forno in un tegame di coccio, composto da ritagli di carne e interiora di bovino e suino, insieme con verdure varie (patate, sedano, cipolla ecc.). La selvaggina invece, di cui era ricca tutta la zona della Maremma fin dal tempo degli Etruschi, è divenuta ormai una rarità, ad esclusione del cinghiale, che si può trovare facilmente nei ristoranti della Maremma laziale.
Per i secondi a base di Pesce vengono utilizzati prevalentemente i freschissimi pesci dei laghi di Vico e di Bolsena, che vanno dai simpatici lattarini ai delicati filetti di persico, dal coregone al vorace luccio, fino alle arcinote Anguille del lago di Bolsena che costarono a Martino IV non solo la vita, ma la condanna a "purgare per digiuno" nel Purgatorio dantesco. Lungo la costa tirrenica poi, dove esiste una consolidata tradizione della ristorazione, si può gustare dell'ottimo pesce di mare servito sotto forma di zuppa di pesce, di fritto misto o di grigliate alla brace.
Tra i Contorni di origine vegetale ricordiamo gli ortaggi del Lago di Bolsena, i carciofi delle zone costiere, broccoli, e le numerose erbe selvatiche, che compogono la saporitissima "Misticanza", note a Viterbo come "erbarelle", la cicoria da fare "strascinata" in padella, gli "Strigoli" con i quali si fanno ottime frittate, la borragine usata per le frittelle, i funghi porcini dei Monti Cimini e i preziosissimi Ferlenghi (pleurotus) di Monteromano e Tarquinia. I legumi, se usati per contorno, vengono conditi prevalentemente con semplice olio extravergine di oliva, o con l'aggiunta di vari odori ( cipolla, sedano, rosmarino ecc.) Quando invece vengono preparati al tegame, specie se arricchiti con l'aggiunta delle cotiche di maiale, delle salsicce o altre carni, rappresentano un classico secondo, di uso molto frequente, che può fungere anche da piatto unico, specie nel pasto serale. Un discorso a parte meriterebbero le "Carote di Viterbo", che oggi sono però divenute introvabili. Consistevano in una laboriosa preparazione in agrodolce di una particolare cultivar di carote color viola, che una volta venivano vendute in caratteristici vasetti di coccio e utilizzate come accompagnamento al bollito.
Tra i Formaggi, primeggia quello fatto con il latte di pecora ( Pecorino ), che, per il suo sapore robusto e caratteristico, è ricercato dagli intenditori per essere gustato insieme con le fave o con le pere. Quando è stagionato, invece, viene usato grattugiato per condire gli spaghetti a " cacio e pepe " o alla carbonara, gli gnocchi con le patate, i "lombrichelli", la polenta con le costarelle di maiale, le zuppe di verdure, la trippa al sugo e tanti altri piatti locali.
I Dolci più caratteristici sono quelli delle varie festività; a Natale, oltre al Pangiallo e al Pane del Vescovo, sono ancora in uso i tradizionali Maccheroni con le noci; a Pasqua sono tornate di moda le profumatissime Pizze di Pasqua, per S.Giuseppe le Frittelle di riso, a Carnevale i ravioli con la ricotta, le fregnacce(frittelloni) e le castagnole alla Sambuca ed infine, nelle ricorrenze dei vari Santi Patroni, le classiche Ciambelle con l'anice. Al di fuori delle festività, molto apprezzate per la chiusura di un pasto, troviamo invece le ciambelline con il vino, le crostate con la ricotta o con le visciole e , "dulcis in fundo", tutti i dolcetti fatti con le nocciole dei Monti Cimini, tra i quali primeggiano i " Tozzetti " che, inzuppati nel nostro DOC da dessert ( l'Aleatico di Gradoli ) possono costituire la degna chiusura di una rassegna della Cucina della Tuscia.
Per finire vogliamo ricordare i nostri Vini DOC. Il più noto è senza dubbio l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, che si accompagna bene con antipasti e pesce, specie quello di lago, poi segue l'Orvieto classico, prodotto in parte in provincia di Viterbo, vino versatile da pasto; l'abboccato più leggero e delicatamente amabile, il secco sempre dal sapore tenue ma con una leggera traccia di amarognolo. L'Aleatico di Gradoli, dal prezioso bouquet di rosa muschiata, con il tipo liquoroso dal sapore dolce morbido, si presta ottimamente come accompagnamento ai dessert a base di dolci secchi; ultimo arrivato il "Vignanello", vino tipico da pasto, che solo recentemente ha anche lui ottenuto il riconoscimento DOC.
Fonte: Viterboonline.com
RISTORANTI
AL GIULEBBE (Montefiascone) - Via Piave 17 - 0761 823120 (www.algiulebbe.it) IL BABBA' (Vetralla) - Via Dante Alighieri 2 - 0761 - 477262 (www.ilbabba.it) ENOTECA LA TORRE - Via della Torre 5 - 0761 226467 IL RICHIASTRO - via della Marrocca - Tel. 0761.228009 AL PARADOSSO - Via Valle Cupa 64 - Tel 0761.226756 IL MOLINO - via Faul 12 - tel. 0761.325199 LA SPIGOLA - via della Pace, 40 - tel. 0761.303049 LA ZAFFERA - piazza S. Carluccio, 7 - tel. 0761.342714 TAVERNA DEI TEMPLARI - via S. Antonio, 46/48 - tel. 0761.324702 VILLA GAMBARA - (Bagnaia) - via Jacopo Barozzi, 36 - tel. 0761.289182 L'ALTRA BOTTIGLIA (Civita Casetllana) - Tel 0761 517403
Itinerario artistico - Villa Lante di Bagnaia e Palazzo Farnese
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Villa Lante (Bagnaia)
Nella periferia della città si trova il piccolo centro di Bagnaia, celebre per la stupenda Villa Lante. E’ una delle più belle realizzazioni del 500 italiano con splendidi giardini e la grande Fontana del Quadrato. Camminando al suo interni si scopre il senso del termine Architettura viva; in effetti tra le mura antiche di questa imponente villa si aprono scorci di verdi giardini all’italiana e numerosi corsi d’acqua. Biglietto Euro 2,00 a persona orari (8,30 - 16,30 mesi autunno inverno - oppure 8,30 - 18,30 mesi primavera estate) Informazioni 0761 288008 |
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Palazzo Farnese (Caprarola)
Non lontano da Viterbo si trova il centro di Caprarola dove si può ammirare il magnifico Palazzo Farnese, un'opera architettonica di grande rilievo sede della potente nobile famiglia Farnese. Splendidi i giardini così come le grotte, la sala del mappamondo e, su tutti, la Scala Reale interna: un gioiello di storia dell'architettura italiana creata dal genio di A.da Sangallo Biglietto Euro 2,00 a persona (orari 8,30 - 18,30) Informazioni 0761 646052. |
Itinerario naturalistico - Terme dei Papi

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Ancora oggi nella Tuscia si respira l'affascinante e misteriosa storia degli Etruschi: a loro il merito di aver scoperto i benefici delle acque termali, alle quali attribuivano proprietà miracolose, dono delle divinità. Le risorse termominerali dello storico bacino di Viterbo sono senza dubbio tra le più preziose e vaste d'Italia.Quattordici grandiosi stabilimenti termali dell'epoca romana, fastosi palazzi fatti edificare dai papi e innumerevoli citazioni di illustri personalità storiche (Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti e altri), non sono che una parte delle tante testimonianze della grandezza storica di tale bacino termale e quindi della sua enorme rilevanza terapeutica.Lungo una linea di dodici chilometri, che va da nord a sud della città, sono dislocate numerosissime emergenze tra le quali almeno sedici di particolare rilievo. Tre sono le aree più significative lungo questa linea di faglia: Bacucco-Bagnaccio, Massi di San Sisto e infine la più importante e famosa, il bacino del Bullicame, utilizzata in esclusiva dalle Terme dei Papi. Con i suoi 58°C è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche: il suo notevole pregio risiede proprio nelle caratteristiche chimico-fisiche che la rendono adatta a molte utilizzazioni in terapia termale (da sempre tra le più apprezzate in idrologia medica), in particolare nella cura e prevenzione delle affezioni croniche di tutto l'apparato respiratorio e di quello osteoarticolare; anche le malattie della cute, dell'apparato genitale e le malattie dismetaboliche trovano un notevole beneficio grazie ai trattamenti effettuati con questa acqua. Aperto tutto l'anno. Tariffe ngresso giorni feriali € 12,00 - Ingresso giorni festivi € 15,00 - (bambini fino a 12 anni) € 5,50 Orario: 9.00 - 20.00 - giorno di chiusura: Martedì |
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Le stesse acque che forniscono le terme dei Papi si ritrovano a poca distanza appena fuori dalla città di Viterbo e sono accessibili al pubblico gratuitamente. Nell'aperta campagna si trovano numerose vasche naturali i cui effetti benefici e rilassanti sono largamente riconosciuti. Le calde acque solfuree che sgorgano mantengono sempre la medesima temperatura e ricreano un ambiente particolarmente adatto a chi vuole rilassarsi secondo un'antica usanza conosciuta e apprezzata fin dai tempi dell'epoca romana. |
Itinerario naturalistico Selva di Lamone
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La Riserva Naturale "Selva del Lamone", fa parte del sistema delle aree protette del Lazio, si estende su 1800 ha e ricade totalmente nel territorio del Comune di Farnese in provincia di Viterbo. La Riserva è situata all'estremità Nord Ovest della Regione Lazio e costituisce una cerniera naturale tra la Toscana meridionale e la Tuscia. Essa è stata istituita con la L.R. 12 settembre 1994 n° 45, ed è destinata al corretto uso e alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali; a tutelare il paesaggio in tutti i suoi aspetti; a sviluppare la ricerca scientifica e ambientale; a promuovere attività sociali, culturali e produttive del territorio; a garantire lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità locali interessate. |
-Trasporto della Macchina di Santa Rosa - corteo e festa(Settembre) -San Pellegrino in Fiore 1-3 maggio -Mostra Mercato dell’Antiquariato -Festival Barocco ottobre - novembre -Antiquaria ottobre - novembre
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