
Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio si trova nell’alta Tuscia, tra Viterbo ed Orvieto. Denominata anche il “paese che muore” , è ogni anno meta di turisti da tutte le parti del mondo. Offre scorci suggestivi e paesaggi mozzafiato.Le vicende storiche di questo borgo sono avvincenti e tumultuose come il terremoto che nel 1695 colpì questa zona dando il via al lento decadere di queste terre. Civita aggrappata alla sua rupe sembra l’unica testimone superstite di questo passato. E’ segnalata tra i borghi più belli d’Italia . Questa cittadella arroccata su di una rupe tufacea a 440 mt appare oggi come un’incantevole isola disabitata fatta di scorci suggestivi e panorami mozzafiato. Colpita più di una volta da forti terremoti è stata, negli anni, abbandonata dalla gran parte dei suoi abitanti originari e oggi viene conosciuta col nome di città che muore. Tuttavia, questo suo stato di isolamento ne ha fatto col tempo una meta turistica apprezzata, ai numerosi turisti che ogni anno la visitano sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Entrando dalla porta di S. Maria si possono ammirare antiche case e palazzi d’epoca. Il suo centro è caratterizzato dalla Chiesa di San Donato al cui interno sono custodite le reliquie di S.Vittoria. Affacciandosi dalla rupe di Civita si apprezza un panorama fiabesco di vallate di calanchi argillosi magnificamente modellati dal tempo.
guidaviaggi
febbraio 23rd, 2012
Giorgio T.
febbraio 23rd, 2012
Sicuramente Civita di Bagnoregio e Ferento sono due perle “nascoste” dell’immenso patrimonio storico e artistico italiano. Da vedere senza ombra di dubbio! Suggerisco le bruschette al centro di Civita di Bagnoregio, con olio locale incredibilmente buono!!!
Civita ed i borghi della Teverina, rovine e paesi fantasma.
Lasciamo il borgo di Civita che suggeriamo fortemente di visitare in quanto veramente unico nel suo genere e torniamo verso Bagnoregio per dirigerci in direzione Civitella d’Agliano, passando per il borgo di Vetriolo e la serena campagna locale.
In poco più di 10 km saliamo sul centro del paese e ci soffermiamo sulla bella piazza centrale, di recente restauro e ben ordinata, da qui si gode di un ampio panorama della valle del Tevere sottostante da una parte e dall’altra si nota la maestosa mole della vecchia Torre dei Monaldeschi. Proseguiamo a piedi fino a trovare l’antica fontana in parte coperta dai muschi e vicino la piccolissima chiesa di S.Maria de Jano. Torniamo quindi verso la piazza centrale e dopo un breve ristoro ci rimettiamo in cammino verso un altro paese della teverina: Graffignano. Lo raggiungiamo dopo appena otto chilomentri ed entriamo nel paese da Via Cupa fino ad una piazza con una fontana, proseguiamo per Via Roma e quindi seguendo le indicazioni per il centro ed il municipio andiamo a visitare la parte più antica, quella rimasta intatta rispetto all’origine architettonica del borgo. Qui troviamo il bel castello Baglioni con le antiche logge, la torre intatta e l’ingresso ancora mantiene la conformazione originale con il fossato. Quello che era il cortile del castello è oggi chiamato il “di dentro” che in pratica corrisponde oggi al piccolo centro storico del paese.Dopo questa breve visita proseguiamo il percorso verso sud riprendendo la strada che da li a poco (circa 11 km) ci porta a visitare un altro borgo interessante: Celleno. In particolare ci dirigiamo non verso il paese moderno di oggi, bensi il vicino “Celleno vecchio“, raggiungiamo questo borgo antico passando il paese nuovo e dopo circa 1,5 km ci fermiamo per parcheggiare.
Ciò che resta del vecchio castello e del borgo si presenta con uno spettrale ma suggestivo aspetto dovuto anche ai numerosi terremoti e vicende storiche che ne hanno mutato l’aspetto originale. Saliamo a piedi verso il cuore del castello Orsini tra mura diroccate e torri, da qui il panorama è molto bello, riviviamo in parte l’atmosfera percepita a Civita con un piacevole senso di abbandono per queste mura silenziose e martoriate dal tempo; in particolare, giunti alla “piazzetta” principale ci troviamo palazzi antichi e la piccola chiesina di San Carlo in uno scenario quasi da film. In questo nostro percorso tra antiche rovine e paesi fantasma scegliamo come tappa finale di questo itinerario di visitare il sito archeologico di Ferento, che dista poco più di dieci km da Celleno.
L’area archeologica è ancora in buono stato e si trova immersa nel verde, di essa e della civiltà romana che la abitò (l’antica città di Ferentum), restano ben visibili sopratttutto il grande teatro (che oggi ospita diverse manifestazioni ed è sede di eventi musicali e teatrali) con le ampie tribune circolari, le antiche terme, l’antica strada romana e resti di abitazioni.