Tivoli

tivoli

Tivoli - Tempio di Villa Gregoriana

A 18 km da Roma, Tivoli è una bella cittadina arroccata da cui si gode un bellissimo panorama che spazia fino alla capitale. il suo centro è ordinato e mantiene molte caratteristiche della struttura originale. All’ interno della città si possono poi visitare due grandi attrattive turistiche come la bellissima Villa d’Este ed il parco di Villa Gregoriana. La prima con il grande parco e le sue fontane è un mirabile esempio di villa italiana rinascimentale con sfarzosi giardini e giochi d’acqua liberamente ispirati alla antica e vicina Villa Adriana, l’imponente dimora dell’imperatore Adriano il cui sito archeologico, oggi patrimonio dell’Unesco, merita altrettanta attenzione.  Sempre rimanendo dentro la città di Tivoli, di grande interesse è anche il sito di Villa Gregoriana: un parco con diversi camminamenti nel verde dove si trovano rovine romane, grotte, corsi d’acqua (degna di nota è la Cascata Grande del fiume Aniene) e l’antico tempio romano che domina il parco dall’alto.  L’abitato sottostante, Tivoli terme è località di interesse per chi ama il refrigerio delle acque termali. Infatti fin dai tempi antichi la zona è caratterizzata dalla presenza di acque termali. Interessante lo stabilimento delle terme Acque Albule.

 

Dove Dormire

Dove Mangiare

Shopping

 

One Comment

guidaviaggi

febbraio 14th, 2012

Villa Adriana
Villa Adriana, un tuffo nella storia

Solo a 20 km da Roma si trova la città di Tivoli. Alle sue pendici sorge Villa Adriana.
Villa Adriana è uno dei Monumenti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco . Fu costruita a partire dal 117 d.C. dall’imperatore Adriano come sua residenza imperiale lontana da Roma, ed è la più importante e complessa Villa rimasta dell’antichità romana ( vasta come e più di Pompei). La villa è in realtà una città piena di palazzi, terme, giardini, vasche con giochi d’acqua..insomma 80 ettari di sfarzo e regalità.
Villa Adriana, come altri celebri siti archeologici è nota e scavata da più di cinquecento anni, pur rimanendo in gran parte sconosciuta nella sua sostanza che si può solo immaginare nella sua maestosità. L’immaginazione è, però aiutata da ciò che si vede:Uno spettacolo di ingegneria civile ed idraulica, palazzi con pavimenti di marmo pregiato, colonne di travertino.. e questo è solo quello che rimane! Immaginate se si potesse fare un salto nel passato e vivere per un momento l’atmosfera che si respirava in quel luogo ai tempi di Adriano! Villa Adriana fu un centro attivo fino alla tarda antichità ma dopo aver subito numerosi saccheggi, conobbe lunghi secoli di oblio, e fu identificata come “Tivoli Vecchio” e usata come cava di mattoni e di marmi per la vicina città di Tivoli. Oggi questo sembra un barbaro saccheggio ma le priorità all’epoca erano diverse dalle quelle di oggi,ed era prioritario costruire bei palazzi per la sede vescovile di Tivoli. Nel quattrocento fu di nuovo identificata come la Villa dell’Imperatore Adriano. Nello stesso periodo Papa Alessandro VI Borgia promosse i primi scavi, durante i quali vennero scoperte le statue di Muse sedute attualmente al Museo del Prado di Madrid. La sua fama fu consacrata da Papa Pio II Piccolomini, che la visitò e la descrisse nei suoi testi.
Dal cinquecento in poi Villa Adriana divenne oggetto di innumerevoli scavi tutti volti alla scoperta di tesori . Da allora in poi nobili personaggi (il più noto è Ippolito D’Este, che volle costruire a Tivoli Villa D’Este, opera di Pirro Ligorio) si susseguirono negli scavi e paradossalmente nella depredazione dei reperti, stucchi, statue, vasellame ecc. Oggi si può solo intuire lo splendore della villa che paradossalmente, però, trasmette anche spogliata dei suoi tesori un senso enorme di ricchezza. Si entra da un grande cancello e si accede ad un parco con un vialetto asfaltato… pochi passi per fare un salto nella storia. Si arriva in una stanza adibita a contenere un plastico. Il plastico ricostruisce la residenza ai tempi del suo splendore.. 80 ettari di palazzi e terme, di giardini ed abitazioni per la servitù. Proseguo attraverso un arco ricavato da quello che mi sembra un muro di cinta. In realtà sono all’interno di una costruzione chiamata Pecile.
Il Pecile è (o meglio, era) una sorta di portico rettangolare con al suo interno un lago rettangolare. Serviva per passeggiare ed era esposto al sole in modo che in ogni stagione ci si poteva trovare o al sole o all’ombra, a secondo del clima. Le colonne del porticato non ci sono più, al loro posto oggi ci sono degli ulivi secolari. Anche qui si può solo immaginare e sognare ad occhi aperti. Da qui si poteva accedere al vicino Stadio e si può scorgere l’edificio delle cento cammerelle, presumibilmente l’alloggio della servitù. Qui vicino si vede anche l’Edificio dalle tre esedre. Qui si vedono ancora i marmi che adornavano i pavimenti e le colonne rimaste sono di un accuratezza sbalorditiva. Ci sono poi le piccole terme e le grandi terme. L’imperatore non badava a limiti di sfarzo.. sono edifici nei quali si nota quali geni dell’ingegneria fossero gli antichi romani.. anche qui ci sono mosaici e fregi..Arrivo, poi, al Pretorio, un palazzo forse adibito a magazzino. Qui si scorgono i fregi in alcune stanze, ancora visibili dopo secoli di usura e depredazione. Ma la sorpresa più grande ce l’ho superando il Pretorio. Arrivo al famoso Canopo. Il Canopo è una costruzione con una vasca contornata di colonne e statue, in fondo alla quale sorge un complesso ornamentale, appoggiato alla roccia e dal quale sgorgavano delle cascate. In questa nicchia si banchettava e si festeggiava. Il pensiero va nuovamente all’abilità dei romani e al loro genio idraulico. E’ un opera magnifica.Proseguendo si può vedere, poi, il palazzo imperiale, il palazzo aureo e la caserma dei vigili.Altro edificio degno di nota è il Teatro Marittimo: è un edificio circolare con una sorta di piscina circolare e un’isola all’interno. Qui l’imperatore veniva a riflettere, ad isolarsi dal mondo: semplicemente stupendo.
Il mio percorso continua tra rovine di splendidi edifici ed arriva a ciò che rimane del Tempio di Venere. Anche quest’opera è sublime. Il tempo non ha distrutto il senso dell’opera che lascia ad oggi senza fiato. Scorgendo cantieri ancora aperti mi chiedo quante ricchezze siano tuttora coperte. Lascio poi le rovine e torno bruscamente nel mio tempo. E’ stato solo un percorso in un mondo che non finisce mai di stupire.

Scrivi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com